19/04/2011
Camici bianchi sempre più spesso sul banco degli imputati
COMUNICATO STAMPA A.M.A.M.I.
"PER UN GIORNO, IN TUTTE LE REGIONI D'ITALIA, I MEDICI NON
DIMETTERANNO NESSUN PAZIENTE".
A.M.A.M.I. Tra l'incudine della spesa sanitaria e il martello della
giustizia, iI 13 maggio non dimetteremo nessun paziente!
"Il 13 maggio in Italia non dimetteremo nessun paziente." cosi' Maurizio Maggiorotti,
presidente di A.M.A.M.I., Associazione per i Medici Accusati di Malpractice Ingiustamente,
il 9 aprile dal palco dell'Archiginnasio di Bologna per la conferenza organizzata dalla più
antica società medica italiana, la Società Medica Chirurgica, "Se facciamo gli interessi dei
malati, come professionalità e coscienza ci impongono, le amministrazioni ci licenziano; se
cerchiamo di ridurre la spesa sanitaria, secondo i dettami della politica e degli amministratori,
la magistratura ci arresta".
“Non è più tollerabile andare avanti così. Ogni giorno rischiamo di finire in carcere per
contenere la spesa sanitaria”, rincara la dose il presidente di A.M.A.M.I.
"Si susseguono le condanne a carico di medici accusati d'imprudenza per aver proceduto,
come gli s'impone, alle dimissioni di pazienti che poi al proprio domicilio hanno presentato
problemi legati al motivo del ricovero. Le amministrazioni ospedaliere, di contro, pretendono
che siano rispettati i tempi minimi di ricovero e le linee guida per il contenimento della spesa
sanitaria " continua Maggiorotti con riferimento alla recente sentenza della Corte di
Cassazione ( Quarta Sezione Penale n°1873/2010 depositata il 2 marzo 2011), invitando i
colleghi medici italiani ad una singolare protesta:
"PER UN GIORNO, IN TUTTE LE REGIONI D'ITALIA, I MEDICI NON
DIMETTERANNO NESSUN PAZIENTE".
La proposta di A.m.a.m.i. sta riscuotendo il comprensibile successo, e continua
quotidianamente ad ottenere l'adesione dei medici di ogni parte d'Italia, da Società scientifiche
e dagli Ordini dei Medici che contribuiranno alla singolare protesta.
"I pazienti dovranno essere al nostro fianco perche' proprio loro, i malati, sono le prime
vittime del sistema. Troppo spesso dimessi con la febbre per contenere le spese. Non siamo di
principio contro la sentenza ma non possiamo continuare ad essere servi di due padroni. Salvo
voler ridurre la Medicina e la Sanità Italiana a un'arlecchinata che poco s'addice alla
professione " prosegue beffardo Maggiorotti, riferendosi alla sconsiderata logica del
contenimento della spesa sanitaria, con buona pace della tutela della salute dei cittadini.
E conclude: " Dobbiamo protestare uniti e smettere di annaspare tra medicina dell'obbedienza
giurisprudenziale, imposta dai magistrati, e medicina del risparmio, imposta dagli
amministratori a danno della salute del cittadino. Il medico deve riappropriarsi del ruolo
centrale nella cura dei pazienti."
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13:20 Scritto da: drciancaglini (Webmaster) in ** N E W S ** | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
mi associo pienamente- siamo in mano a buffoni che rifiutano le loro responsabilita' e scaricano ogni impegno e rogna sulle spalle degli altri
Scritto da: alfredo ferri | 19/04/2011
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