25/01/2012

Art. 11, comma 9:Il medico aggiunge ad ogni prescrizione di farmaco le seguenti parole: "sostituibile con equivalente generico", ovvero, "non sostituibile! ", nei casi in cui sussistano specifiche motivazioni cliniche contrarie.

Decreto liberalizzazioni: cosa cambia per il farmacista e il medico
In ricetta la dicitura "sostituibile con equivalente generico" ovvero
"non sostituibile" DECRETO-LEGGE
24 gennaio 2012, n. 1
 
Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle
infrastrutture e la competitivita'. (12G0009)
(GU n. 19 del 24-1-2012 - Suppl. Ordinario n.18)
 
Art. 11, comma 9:
 
9. Il medico, nel prescrivere un farmaco, e' tenuto, sulla base
della sua specifica competenza professionale, ad informare il
paziente dell'eventuale presenza in commercio di medicinali aventi
uguale composizione in principi attivi, nonche' forma farmaceutica,
via di somministrazione, modalita' di rilascio e dosaggio unitario
uguali. Il medico aggiunge ad ogni prescrizione di farmaco le
seguenti parole: "sostituibile con equivalente generico", ovvero,
"non sostituibile! ", nei casi in cui sussistano specifiche motivazioni
cliniche contrarie. Il farmacista, qualora sulla ricetta non risulti
apposta dal medico l'indicazione della non sostituibilita' del
farmaco prescritto, e' tenuto a fornire il medicinale equivalente
generico avente il prezzo piu' basso, salvo diversa richiesta del
cliente. Ai fini del confronto il prez! zo e' calcolato per unita'
posologica o quantita' unitaria di principio attivo. All'articolo 11,
comma 9, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nel secondo
periodo, dopo le parole " e' possibile", sono inserite le seguenti:
"solo su espressa richiesta dell'assistito e".
 
 
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 31 maggio 2010 , n. 78
Art.11 comma 9:

(( 9. A decorrere dall'anno 2011, per l'erogazione a carico del
Servizio Sanitario Nazionale dei medicinali equivalenti di cui
all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405,
e successive modificazioni, collocati in classe A ai fini della
rimborsabilita', l'AIFA, sulla base di una ricognizione dei prezzi
vigenti nei paesi dell'Unione europea, fissa un prezzo massimo di
rimborso per confezione, a parita' di principio attivo, di dosaggio,
di forma farmaceutica, di modalita' di rilascio e di unita'
posologiche. La dispensazione, da parte dei farmacisti, di medicinali
aventi le medesime caratteristiche e prezzo di vendita ! al pubblico
piu' alto di quello di rimborso e' possibile (!) previa corresponsione da
parte dell'assistito della differenza tra il prezzo di vendita e
quello di rimborso. I prezzi massimi di rimborso sono stabiliti in
misura idonea a realizzare un risparmio di spesa non inferiore a 600
milioni di euro annui che restano nelle disponibilita' regionali. ))

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23/01/2012

Milleproroghe,la proroga di un anno dell'intramoenia allargata rinvio ridotto a 6 mesi per intramoenia allargata.

Roma, 20 gen. (Adnkronos Salute) - Sorpresa in arrivo per i medici: la proroga di un anno dell'intramoenia allargata - che consente ai camici bianchi di svolgere la libera professione fuori dagli ospedali, ove non siano disponibili spazi interni - è stata ridotta di 6 mesi. Il termine fissato non è più quindi il 31 dicembre 2012, bensì il 30 giugno 2012. E' il risultato dell'approvazione di un emendamento al decreto Milleproroghe, targato Pd."La riduzione della proroga - spiega all'Adnkronos Salute Anna Margherita Miotto, firmataria dell'emendamento insieme a Donata Lenzi, Gero Grassi e Luciana Pedoto - vuole porre l'attenzione sulla materia. E' intollerabile essere andati avanti con le proroghe di anno in anno. In questo modo la legge 120 che doveva regolare l'intromoenia di fatto non è mai entrata in vigore". In Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio, sempre in materia di libera professione intramoenia allargata (Alpi), è stato approvato un altro emendamento, anche questo a firma Pd. L'emendamento riduce di due anni i termini per la costruzione degli spazi da dedicare alla libera professione nelle aziende. La scadenza, fissata inizialmente nel testo originale del decreto al 31 dicembre 2014, passa ora al 31 dicembre 2012. Ad oggi, sono 8 le Regioni che hanno realizzato il 100% del programma e che si sono dotate degli spazi ad hoc: Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Basilicata, Sardegna, Provincia autonoma di Trento e provincia autonoma di Bolzano.
 

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22/01/2012

Nel decreto Liberalizzazioni, Stop All'intramoenia allargata; “Basta con le proroghe del regime transitorio per la libera professione dei medici”. E' il messaggio lanciato dalla commissione Affari sociali nel parere al decreto Milleproroghe.

Nel provvedimento si parla anche di Intra moenia: “Basta con le proroghe del regime transitorio per la libera professione dei medici”. E' il messaggio lanciato dalla commissione Affari sociali nel parere al decreto Milleproroghe, in via di conversione alla Camera, che da' il suo via libera al provvedimento ma con tre osservazioni (comunque non vincolanti). La commissione, tra le osservazioni, chiede che siano ''abbreviati'' i termini alla proroga (nel testo al 31 dicembre 2012) della possibilita' per i camici bianchi di esercitare la libera professione intramuraria fuori dalle strutture pubbliche, qualora queste non abbiano ancora messo a disposizione spazi adeguati. Ma si chiede anche di accorciare la proroga dell'incarico di Francesco Rocca a commissario straordinario della Croce Rossa (ora 'allungato' al 30 settembre 2012), visto peraltro che e' in discussione il decreto di riordino della Cri del ministero della Salute (e la delega al governo per intervenire su questo scade a gennaio). Quanto alla libera professione, a breve, probabilmente gia' la prossima settimana, Pdl, Udc, Fli, Noi Sud, Idv, Popolo e territorio e gruppo Misto, si sono impegnati a presentare un nuovo provvedimento per disciplinare l'esercizio della cosiddetta intramoenia 'allargata'.

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"Specificare per iscritto nella ricetta rosa 'IL farmaco equivalente se di minor prezzo' significa praticamente impedirci di prescrivere un farmaco di marca che poi il paziente avrebbe deciso liberamente di acquistare "

"Specificare per iscritto nella ricetta rosa 'o farmaco equivalente se di minor prezzo' significa praticamente impedirci di prescrivere un farmaco di marca che poi il paziente avrebbe deciso liberamente di acquistare e aggiungere la differenza a suo carico rispetto al generico, secondo una logica di libero arbitrio e di libertà. Di fatto, per legge si tenta una costrizione a non prescrivere secondo scienza e coscienza ciò che si ritiene più utile ed opportuno per il proprio paziente. Che in alcuni casi potrebbe non essere il farmaco generico."Il circolare di queste bozze di presunto cambiamento senza il necessario confronto con i professionisti interessati - sottolinea in una nota Angelo  Testa  Presidente dello SNAMI- sono il biglietto da visita di una forma di singolare regime che tende ad un modello di medico non con il camice bianco, ma con le mezze maniche nere. Medici che dovrebbero dedicarsi a fare diagnosi e curare i propri pazienti e non perdere il loro tempo al pallottoliere e la calcolatrice scartabellando tra addizioni e sottrazioni. Siamo sicuri - conclude Testa - che è solo un incubo di mezzo inverno e che torni presto il sereno e la ragione. O si finirà per proporre ai medici, in un logica da super market, di invogliare i propri pazienti al vantaggio del tre per due, la convenienza del fine articolo e l'affare dei saldi di fine stagione".

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Liberalizzazioni: stop definitivo ai tariffari, arriva preventivo obbligatorio, dall'obbligo è escluso soltanto «l'esercizio professionale reso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto di convenzione».

Scatta un nuovo giro di vite sui tariffari professionali, arrivo l'obbligo del preventivo al cliente e restano in un cassetto le proposte dell'Antitrust sulla vigilanza degli Ordini in materia di pubblicità. Al momento non sembrano esserci sorprese troppo sgradevoli per i medici nella bozza di decreto che il governo ha lasciato filtrare nei giorni scorsi in vista del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo. Una sorta di "ballon d'essai" che ha già provocato sollevazioni e proteste in diverse categorie (dai notai ai farmacisti passando per taxisti e compagnie petrolifere), da cui la previsione di molti osservatori che il testo sarà certamente destinato a rimaneggiamenti più o meno ampi.

Intanto i medici si portano a casa l'abrogazione definitiva del tariffario. Così infatti prevede l'articolo 7 della bozza, che cancella con un tratto di penna tutti i listini professionali, minimi o massimi. In compenso scatta l'obbligo del preventivo: l'articolo 8, infatti, obbliga «tutti i professionisti» a concordare «in forma scritta con il cliente il preventivo per la prestazione richiesta», nel quale andrà anche indicata «l'esistenza di una copertura assicurativa, se stipulata, per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale». Nessuno s'inventi scappatoie perché il preventivo «è un obbligo deontologico e costituisce illecito disciplinare» (tanto che gli ordini hanno 90 giorni di tempo per adeguare i loro codici deontologici) e dall'obbligo è escluso soltanto «l'esercizio professionale reso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto di convenzione».
Non si dovrebbe applicare ai medici, invece, l'articolo 9 sull'accesso agevolato dei giovani all'esercizio professionale: le università sono autorizzate a ricomprendere i tirocini nell'ultimo biennio del corso di laurea ma dal provvedimento sono escluse le professioni mediche e sanitarie.

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20/01/2012

Snami su bozza Dl liberalizzazioni, pronti a disobbedienza civile.Si scrive "liberalizzazioni" ma si legge "ulteriore burocratizzazione". Dura presa di posizione di Angelo Testa

Roma, 19 gen. (Adnkronos Salute) - "Specificare per iscritto nella ricetta rosa 'o farmaco equivalente se di minor prezzo' significa praticamente impedirci di prescrivere un farmaco di marca che poi il paziente avrebbe deciso liberamente di acquistare e aggiungere la differenza a suo carico rispetto al generico, secondo una logica di libero arbitrio e di libertà. Di fatto, per legge si tenta una costrizione a non prescrivere secondo scienza e coscienza ciò che si ritiene più utile ed opportuno per il proprio paziente. Che in alcuni casi potrebbe non essere il farmaco generico. Se una 'stupidaggine' del genere dovesse passare, siamo pronti alla disobbedienza civile". Ad annunciarlo è Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami, che commenta così le novità contenute nella nuova bozza del decreto legislativo del Governo sulle liberalizzazioni. Secondo la bozza del decreto, i medici prescrittori, quindi prevalentemente i medici di famiglia, saranno obbligati, salvo particolari situazioni, a specificare nella ricetta medica l'eventuale esistenza del farmaco equivalente, se questo costa meno. "Il circolare di queste bozze di presunto cambiamento senza il necessario confronto con i professionisti interessati - sottolinea in una nota Testa - sono il biglietto da visita di una forma di singolare regime che tende ad un modello di medico non con il camice bianco, ma con le mezze maniche nere. Medici che dovrebbero dedicarsi a fare diagnosi e curare i propri pazienti e non perdere il loro tempo al pallottoliere e la calcolatrice scartabellando tra addizioni e sottrazioni. Siamo sicuri - conclude Testa - che è solo un incubo di mezzo inverno e che torni presto il sereno e la ragione. O si finirà per proporre ai medici, in un logica da super market, di invogliare i propri pazienti al vantaggio del tre per due, la convenienza del fine articolo e l'affare dei saldi di fine stagione".
 

12:48 Scritto da: drciancaglini (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

19/01/2012

Nelle Marche non sarà più consentito rispedire il paziente dal medico di famiglia per le ricette; prescrizioni sul “ricettario rosso” da parte degli specialisti ospedalieri e convenzionati riducono la spesa farmaceutica, liste d'attesa e disagi per i ci

ANCONA, 17 gennaio 2012. Nelle Marche non sarà più consentito rispedire il paziente dal medico di famiglia che non è né passacarte né segretario di un suo collega. I medici specialisti (ospedalieri o convenzionati  avranno l'obbligo di prescrivere direttamente sul ricettario rosso del Servizio Sanitario Regionale (SSR) farmaci, visite specialistiche o prestazioni diagnostiche che siano ritenute necessarie. Inoltre, all'atto della dimissione dall'ospedale, gli specialisti avranno l'obbligo di prescrivere i farmaci necessari per la cura e compilare inviando per via telematica il certificato di malattia per tutti i lavoratori E' quanto prevede una circolare firmata dal direttore del dipartimento salute e servizi sociali della regione Marche, dr Carmine Ruta. La circolare, inviata ai direttori generali di tutti gli ospedali, fa finalmente chiarezza sulla compilazione di ricette e impegnative anche in vista dell'imminente messa a punto della piattaforma informatica regionale per l'invio on line della ricetta elettronica. Oltre ai dati anagrafici, la prescrizione deve contenere il quesito clinico, se trattasi di prima visita o prestazione di controllo e segnalare la classe di priorità biffando l'apposita  casella.
La mancata applicazione di questi direttive - conclude la circolare
potrebbe determinare notevoli disservizi per i cittadini e un allungamento
delle liste d'attesa per le prestazioni più richieste. Oltre a un danno
economico al SSR (maggior spesa farmaceutica) e al paziente stesso (perdita
dell'assegno per mancata presentazione del certificato di malattia on line).
Per questo i direttori generali delle aziende ospedaliere dovranno vigilare
affinché siano adempiuti gli obblighi previsti dalla legge, anche adottando
opportuni provvedimenti in caso di inadempienza da parte dei sanitari.

"Si tratta di un grosso passo avanti -, che finalmente consente al cittadino di
 evitare inutili peregrinazioni da una
medico all'altro per ottenere un qualcosa di cui ha diritto: medicine,
certificati, esami diagnostici. Le direttive di questa circolare d'altronde
non costituiscono una novità, se ne parla da anni e sono già contenute nel
piano regionale sulle liste d'attesa (DGR 1040/2011) che in quanto legge va
rispettata da tutti gli operatori della sanità e non solo da alcuni ..
figliastri".

17:50 Scritto da: drciancaglini (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

17/01/2012

Sindacati medici chiedono incontro al Ministro Fornero per salvaguardare le pensioni Enpam SNAMI – SMI – SIMET – FP CGIL MEDICI – CISL MEDICI – UIL FPL MEDICI

Roma, 16 gennaio 2012 - Le organizzazioni sindacali dei medici di famiglia, della guardia medica, del 118, dei servizi e della specialistica Snami, Smi, Simet, FpCgil Medici, Cisl Medici, Uil Fpl Medici, hanno scritto oggi una lettera al Ministro del Lavoro Elsa Fornero con la richiesta di un urgente incontro al fine di salvaguardare le pensioni dell'Enpam messe in pericolo dalla cosiddetta Legge Salva Italia.
I nuovi parametri di sostenibilità, fissati in 50 anni di equilibrio tra le entrate contributive e la spesa per le prestazioni pensionistiche, non tenendo conto della solidità patrimoniale dell'Istituto, rappresentano un pericolo per il futuro delle pensioni Enpam.
Senza alcun confronto con i sindacati medici convenzionati maggiormente rappresentativi questo Governo ha sostanzialmente deciso che dal 1 luglio 2012 il calcolo delle pensioni passerà al contributivo pro-rata con un contributo di solidarietà dell'1% per il 2012 e il 2013 per chi è già in pensione.
Certamente vi sono anche delle responsabilità dello stesso Enpam che da un lato ha tergiversato fin dal 2007, quando già si sarebbe dovuta considerare una proiezione sui 50 anni, e dall’altro ha bisogno di una urgente ristrutturazione in termini di gestione, democrazia e trasparenza.
I sindacati vogliono però trovare con il Ministro Elsa Fornero le soluzioni più adeguate per garantire le pensioni Enpam ritenendo inaccettabile che a pagare le conseguenze di questa situazione siano decine di migliaia di medici, compresi i giovani e gli stessi pensionati.

14:50 Scritto da: drciancaglini (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

12/01/2012

Proposte che lo Snami in una nota, rivolge alla "nuova politica" per il prossimo futuro. resistere contro la smobilitazione del Ssn -basta con nuovi compiti a costo zero (da doctornews)

Medici in rete, no ad aggregazioni forzate, basta con nuovi compiti a costo
zero e soprattutto regia di medici nell'organizzazione territoriale. Sono
queste le proposte che lo Snami in una nota, rivolge alla "nuova politica" per
il prossimo futuro. «Nonostante la grande quantità di denaro pubblico speso»
sottolinea il sindacato autonomo «non avvertiamo un miglioramento all'accesso
alle cure, anzi c'è la verifica quotidiana di una esponenziale conflittualità
con i pazienti sempre più invischiati e vittime di una disorganizzazione
"organizzata" del sistema». Un sistema, secondo Snami, destinato al fallimento,
a causa di «liste d'attesa imbarazzanti, costi crescenti per staff dirigenziali
e consulenze, abuso dell'utilizzo delle risorse e costante aumento delle
prestazioni indotte». In più il presidente Angelo Testa (foto) accusa «i Soloni
della Medicina Generale che propongono le aggregazioni forzate dei Medici,
soluzioni di tipo sovietico, che noi contrastiamo come inattuabili, perché
costose senza nessun beneficio per i pazienti e agli antipodi dell'essenza
propria del nostro ruolo di Medici di Famiglia». «Dobbiamo resistere» conclude
la nota, e «denunciare apertamente i giochi di chi "vuole cambiare tutto perché
nulla cambi".

18:40 Scritto da: drciancaglini (Webmaster) in ** N E W S ** | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Dal 1 Gennaio 2012 è obbligatorio inviare per via telematica all’INPS la richiesta di cure termali

Compilazione domanda per invio alle cure termali

Andare alla pagina web dedicata reperibile sul sito dell’INPS

Per accedere direttamente cliccare qui > richiesta cure termali

 Compilare i vari campi (molto simili a quelli per il certificato di invalidità) inviare per ricevere il numero di protocollo da consegnare all’assistito

In pratica trattasi di un certificato SIMILE A QUELLO D'INVALIDITA' CIVILE, da reperire sul sito IMPS MA ALLA VOCE" certificato per cure termali". Spero che vi funzioni direttamente il link che vi ho proposto.

Naturalmente i Certificati telematici per l’invio alle cure termali sono a pagamento, e va applicata l’IVA al 21%.  saluti R.Ciancaglini

18:17 Scritto da: drciancaglini (Webmaster) in ** N E W S **, LEGGI e SENTENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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